Paolo Ruffini (1765-1822)
Paolo Ruffini nacque a Valentano il 23 Settembre 1765. Il padre, medico condotto, era originario di Reggio Emilia. Inizialmente voleva prendere gli ordini, tanto da diventare chierico, ma cambiò idea i intraprese gli studi di matematica e di medicina all’Università di Modena, dove si era trasferito con la famiglia.
Si laureò in medicina nel 1787,seguendo contemporaneamente i corsi di matematica di Paolo Cassini.
Nel 1788, all’età di 23 anni succedette allo stesso Cassini sulla cattedra di analisi e tre anni dopo gli fu affidato anche il corso di matematica elementare. Da allora tenne diversi insegnamenti sia di matematica sia di materie mediche.
Nel 1797 , quando il Ducato di Modena fu occupato dai francesi, egli fu sospeso dall’insegnamento perché rifiutò di prestare giuramento alla repubblica.
Per un breve periodo a Milano, dove fu membro dei Juniori, tornò nel 1799 presso l’Università di Modena dove fu reintegrato nel suo ruolo.
Nel 1807, dopo la chiusura dell’Università da parte di Napoleone, Ruffini passò ad insegnare alla Scuola Militare di Artiglieria e Genio, istituzione sorta a Modena per volere di Napoleone.
Con la caduta di questi e la restaurazione del 1814, il Duca Francesco IV fece riaprire l’Università di Modena e Ruffini fu nominato rettore e qui continuò ad insegnare Matematica applicata, Medicina pratica e poi anche Clinica medica.
Nel 1816 divenne presidente della Società Italiana delle Scienze detta “Dei Quaranta”, di cui era membro dal 1800, per la quale si impegnò sempre.
Durante l’epidemia di tifo del 1817 Ruffini non esitò ad esporsi al contagio pur di aiutare i suoi concittadini, si ammalò, e pur guarendo non recuperò mai la piena salute.
Morì a Modena il 9 Maggio 1822 all’età di 57 anni.
Paolo Ruffini è stato uno degli scienziati italiani più illustri tra il XVIII e il XIX (1700-1800).
La sua ricerca scientifica spazia tra la medicina, l'epistemologia e la matematica. Viene ricordato principalmente per la sua opera Teoria generale delle equazioni opera nella quale dimostrò in modo parziale che non esiste una formula risolutiva generale per equazioni di grado superiore al 4°, dimostrata tramite la teoria dei gruppi e alla regola di scomposizione dei polinomi.
La sua teoria fu dimostrata e nel 1824 pubblicata dal matematico norvegese Niels Henrik Abel tanto che si parla del teorema di Abel – Ruffini.
Il suo impegno non si limitò all’ambito matematico – scientifico infatti non dimenticando la sua prima vocazione si impegnò in difesa dei valori della fede cattolica. Impegno documentato da due sue pubblicazioni, dall'adesione all'Accademia di Religione Cattolica e dal contributo (interrotto prematuramente) alla pubblicistica con la promessa collaborazione a due periodici di ispirazione cattolica (il torinese Amico d'Italia e le modenesi Memorie di Religione, di Morale e di Letteratura).
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